Festa di San Pietro,
festa di fede e incontro

di fr Francesco Conte

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A Brescia la «festa di San Pietro» è uno degli eventi noti in città; molti lo ricordano tra grandi e piccoli. Lo può scoprire anche il più giovane dei frati carmelitani che abbia fatto anche solo un piccolo giretto per consegnare la locandina con il programma della festa: non è per nulla infrequente sentirsi dire «ah sì, la festa di San Pietro! Ci venivo spesso con mio papà» o frasi simili. Negli anni tanta acqua è passata sotto il pozzo di san Pietro e le cose sono cambiate, ma che cos’è oggi la festa di San Pietro?

Salvezza dell’anima, ma anche salute del corpo. I frati presentano e vendono i prodotti della melissa, un’erba medicinale dalle svariate proprietà e meravigliose applicazioni. Fa bene? Senza dubbio, anche solo come tisana, provare per credere…

Mens sana in corpore sano: perché non cogliere l’occasione di un buon libro? Festa di San Pietro vuol dire anche mercatino del libro usato… tavoli da predisporre, libri da caricare e ordinare per genere o anche (talvolta) per autore… il tutto con un bel sottofondo musicale da godere durante l’acquisto! Ma non mancano neppure libri della spiritualità carmelitana o qualche bel ritratto di santi.

Mercatino missionario? È la pacchia del frate studente… gli amici del gruppo missionario sono autonomi in tutto, al massimo chiedono un aiuto per un banchetto da spostare, ma poi montano e smontano tutto in perfetta autonomia. E in tempi di lavoro intenso è una vera boccata d’aria!

Pesca di beneficenza e lotteria. Vere e proprie attrazioni (forse il pezzo forte della festa): solo parole buone e tanta gloria per l’impegno e la resa che conquistano! Le due amiche volontarie – sempre in prima linea – si fanno in otto per mettere in piedi una pesca bella da vedere e attraente per i premi proposti: due vere macchine da guerra! E accanto alla pesca non può mancare certamente la grande vendita delle torte e il banchetto dei fiori ad offerta libera…

In questo tempo di covid/post-covid si è sentita la mancanza del glorioso ristoro alpino… ma speriamo per l’anno prossimo!

La cosa più speciale di tutte: i chiostri aperti e pieni di persone (per quanto possibile), che incontrano e parlano con i frati e con i volontari della festa in modo cordiale e amichevole. Non servono forse a questo le feste e i momenti di compagnia? Il chiostro aperto sul mondo…

Non dimentichiamoci però del protagonista, ovvero San Pietro!, di cui la nostra chiesa porta il nome. Lo veneriamo come primo degli apostoli, come colui sul quale Cristo ha fondato la Chiesa e i titoli potrebbero continuare, ma forse – modificando un antico detto latino – possiamo affermare che Petrus saepe noster, Pietro è spesso nostro, ci è più vicino di quanto pensiamo, ci assomiglia. Per la risposta alla chiamata di Gesù. Per la sua umana volontà di seguirlo dovunque. Talvolta per la sua non moderata irruenza di farsi sempre avanti e magari di voler sapere sempre qualcosa in più. O per la sua fragilità prossima al tradimento/peccato. Ma, a questo proposito, anche per quella bella consapevolezza di aver bisogno e di aver ricevuto, in Gesù, il perdono e l’amore di Dio. Il Vangelo ci regala uno dei ritratti più belli della sua persona, alla quale possiamo guardare e lasciarci proteggere.

In conclusione, la festa di San Pietro oggi è anche questo, festa della comunità dei frati, festa della gente che viene a incontrarci, festa del Santo che trova i suoi devoti: festa della fede e dell’incontro!

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